PAGINA INIZIALE
................................
  ARTICOLI E SAGGI
................................
  POLEMICHE
................................
  INTERVISTE
................................
  RECENSIONI
................................
  BIBLIOGRAFIA
................................
  [ admin ]
Fabrice Arfi

DOPO AVERE SCOPERTO L'IDENTITÀ DELL'AUTORE DE "I PROTOCOLLI DEI SAVI DI SION", IL "LYON FIGARO" STABILISCE CHE CODREANU ERA UN "DITTATORE NEONAZISTA"


Lettera al direttore del "Lyon Figaro"

Parma, 22 gennaio 2003

Signor Direttore,
solo oggi ho potuto prendere conoscenza dell'articolo di Fabrice Arfi intitolato "Jean Plantin persiste et signe", pubblicato sul "Lyon Figaro" del 18 dicembre 2002, nel quale è detto testualmente che "l'Italien Claudio Mutti, docteur ès révisionnisme, [est l'] auteur du best-seller négationniste Les Protocoles des sages de Sion".
Sono desolato di dovere smentire la notizia secondo cui sarei in possesso di un dottorato in revisionismo. Anzi, fino ad oggi ignoravo che esistessero cattedre di revisionismo. Sarei perciò infinitamente grato al signor Fabrice Arfi, qualora mi volesse cortesemente indicare una università, in Francia o altrove, presso la quale sia possibile seguire un corso di studi in tale disciplina.
Devo inoltre congratularmi con il signor Fabrice Arfi per aver compreso che i "Protocolli dei savi di Sion" sono un "best-seller négationniste", cosa che finora nessuna aveva sospettata. Ma, soprattutto, il signor Fabrice Arfi ha il grande merito di essere finalmente riuscito a individuare, dopo decenni di discussioni e di ricerche, il vero autore dei Protocolli: "l'Italien Claudio Mutti"!
Ormai sono stato scoperto e non posso negare la mia responsabilità. Vorrei però aggiungere che si è trattato di un errore di gioventù: nel 1905, quando apparve la prima edizione del testo, ero poco più che un ragazzo. Adesso, infatti, ho centoventi anni.

Coi migliori saluti; e con gli auguri, anche per Lei, di una lunga vita.

Claudio Mutti



Alla lettera di C. Mutti, pubblicata su "Lyon Figaro" del 1 febbraio 2003, segue la risposta di Fabrice Arfi:

In primo luogo, possiamo rallegrarci nell'apprendere che "Lyon-Figaro" è letto oltre i confini della sua diffusione, in Italia, più particolarmente a Parma, da dove Claudio Mutti ci scrive. Effettivamente c'è stato un fastidioso refuso tipografico che si è insinuato nell'articolo citato da Claudio Mutti, il quale, se non è l'autore del mefitico "Protocolli dei Savi di Sion" (nessuno, in effetti, ha stabilito chi fosse realmente l'artefice di questa feroce opera antisemita, lo sappiamo bene), nella sua lettera ha tuttavia omesso di precisare di esserne stato l'editore italiano. La qual cosa fa di Claudio Mutti uno dei principali propagatori d'un'opera pericolosa per aver alimentato e strutturato il pensiero di dittatori come il neonazista romeno Corneliu Codreanu e l'Ayatollah Khomeyni.



Replica di Claudio Mutti

Parma, 7 settembre 2003

Gentile Signor Arfi,
leggo con un certo ritardo la Sua risposta, dalla quale risulta che Lei non mi ritiene più l'autore dei "Protocolli dei Savi di Sion". Adesso Lei crede che io sia soltanto il responsabile della loro pubblicazione in Italia. Se non altro, questa nuova versione mi ringiovanisce di una quindicina d'anni, visto che la prima edizione italiana del testo è del 1921. Dalla veneranda età di centovent'anni, dunque, sono sceso a quella di centoquattro anni.
Risolta tale questione, non posso evitare di congratularmi ancora una volta con Lei per le Sue sconvolgenti scoperte nel campo della storia del Novecento.
Adesso infatti Lei comunica al Suo pubblico, all'interno e all'esterno dei confini dell'area d'influenza del "Lyon Figaro", che i Protocolli hanno ispirato dittatori (dictateurs) quali il neonazista romeno (testuale: le néo-nazi roumain) Corneliu Codreanu e l'Imam Khomeyni.
Non voglio tentare di convincerla che l'Imam Khomeyni fu qualcosa di diverso da un "dittatore": il linguaggio della demagogia politica ha talmente abusato di tale termine, applicandolo a destra e a manca a seconda delle esigenze propagandistiche, che su questo argomento Lei si rifiuterebbe perfino di starmi ad ascoltare.
Su una cosa, però, Lei vorrà convenire: ossia sul fatto che, per essere un dittatore, è necessario, come minimo, disporre del potere politico. Ora, io sarei proprio curioso di sapere da Lei, che certamente è più informato di me, in quale circostanza Corneliu Codreanu poté impadronirsi del potere politico in Romania. Finora pensavo che Codreanu non avesse mai esercitato funzioni di governo, in maniera dittatoriale o meno. Anzi, mi risultava che fosse stato fatto assassinare da un monarca che aveva instaurato la dittatura. Evidentemente le mie letture non erano degne di molto credito.
Tra l'altro, pensavo che Corneliu Codreanu fosse vissuto prima della seconda guerra mondiale. Ma anche in questo devo essermi sbagliato, visto che Lei informa i lettori del "Lyon Figaro" che Codreanu era un neonazista, vale a dire un nazista post-1945. Forse era uno skinhead. Forse è ancora vivo… Sicuramente è più giovane di me.
Coi sentimenti della più profonda stima e della più sincera ammirazione per la Sua indefessa e fruttuosa attività di ricercatore.

Claudio Mutti

Inserita il 12/10/2005 alle 01:53:22      Versione stampabile della notizia      Invia la notizia ad un amico