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CLOWN

Feltrinelli ha appena pubblicato Il ritorno dell'hooligan, il capolavoro dello "scrittore romeno" Norman Manea.
Romeno? Si fa per dire. In realtà Manea, che è di famiglia ebraica, ha lasciato la Romania nel 1996 e adesso risiede a New York. Dopo avere "scelto la libertà", lo scrittore è tornato in Romania una volta sola, e per un breve periodo, perché non nutre nessun amore nei confronti di quella gente barbara.
I Romeni, da parte loro, temono che il prossimo Nobel per la letteratura venga assegnato proprio a Manea. Secondo quei barbari antisemiti, dice lo scrittore miracolosamente scampato all'Olocausto, "io sarei in cima alla lista spinta dalla cospirazione ebraica. Sono convinti che il premio sia assegnato da ebrei che manipolano e controllano tutto. Anche se ciò è ridicolo, farebbero carte false per convincere l'Accademia svedese a evitare un altro terremoto, come quello scatenato dal Nobel all'ungherese Imre Kertész, un mio caro amico". (Imre Kertész ungherese? Anche in questo caso, si fa per dire... Quanto alle doti di scrittore di Kertész, gli Ungheresi le negano recisamente. Olvashatatlan, "illeggibile" - dicono. Ma si sa, gli Ungheresi sono "antisemiti" quanto i Romeni… Per gli Italiani, sarà sufficiente leggere Kertész in traduzione, per rendersi conto che il suo unico merito consiste nell'essere miracolosamente scampato, anche lui, all'Olocausto).
A detta del suo confratello Heinrich Böll, Norman Manea è uno scrittore che "più di ogni altro merita di essere conosciuto in tutto il mondo". Più di Franz Kafka, di Robert Musil, di Bruno Schulz. Norman Manea ha preso sul serio il paragone, e dice all'eletta intervistatrice del "Corriere della Serva", Alessandra Farkas: "Forse non sono conosciuto dalla massa, ma neppure Kafka e Proust lo sono".
Di questo Kafka o Proust redivivo sono già usciti, in Italia, alcuni libri: Ottobre ore otto (Serra e Riva 1990 e Il Saggiatore 1998), Un paradiso forzato (Feltrinelli 1994), La busta nera (Baldini e Castoldi 1999), Clown. Il dittatore e l'artista (Est 1999).
Clown, una raccolta di articoli, comprende un testo intitolato Felix culpa, che in versione ridotta era già circolato sia in francese (Mircea Eliade et la Garde de Fer, "Les temps modernes", apr. 1992) sia in italiano (Felix culpa. Mircea Eliade, il fascismo e le infelici sorti della Romania, "Linea d'ombra", 93, maggio 1994). Leggendolo, Philippe Baillet fu indotto ad annettere Norman Manea alla corrente dei surrealisti. "Secondo un certo Norman Manea (...) Codreanu 'commise dei delitti spaventosi'. Quali? Per la storia scritta in maniera surrealista, è vietato porsi questo genere di domande" (Ph. Baillet, Prefazione a C. Mutti, Le penne dell'Arcangelo, S.E.B. 1994, p. 6).
Da parte nostra, abbiamo avuto modo di riscontrare "un'allucinazione di Manea" (Ifigenia legionaria, "Origini", Speciale Mircea Eliade, marzo 1997, p. 11) in relazione a quest'altro brano di Felix culpa: "Iphigenia (...) era stata (...) pubblicata in romeno nel 1951 sulla stampa di destra argentina, il cui proprietario era un romeno espatriato".
Chi era questo esule romeno che secondo Manea era riuscito a creare un impero editoriale in Argentina? Uno che aveva a disposizione i fondi favolosi dell'Internazionale Nera? In realtà, l'edizione argentina di Iphigenia fu "scritta a macchina e stampata da Grigore Manoilescu, con l'aiuto di Andrei Coman", come si legge nel colophon del fascicolo ciclostilato. Quanto al facoltoso finanziatore dell'iniziativa editoriale, lo stesso Mircea Eliade scrisse sul periodico "Românul" nel dicembre 1951: "Talvolta arrivano degli operai dall'anima angelica e donano i loro averi affinché si possano stampare i versi e le prose dei nostri sognatori o dei nostri veglianti; è il caso di quell'operaio che sta in Argentina, Ion Marii, il quale ha donato all'editore di Cartea Pribegiei tutto quello che aveva risparmiato in un anno e mezzo di lavoro (Ion Marii, primo membro d'onore della Società degli Scrittori Romeni, quando ritorneremo a casa...)".
Su un risguardo di Un paradiso forzato si può leggere (e lo ripete il paginone dedicato a Manea dal "Corriere della Serva") che Norman Manea è "sopravvissuto ai campi di concentramento". Strano: quando ad essere rinchiusi nei campi di concentramento istituiti da un regime oligarchico sono centinaia di legionari, tra i quali Mircea Eliade, allora la cosa diventa meno drammatica e Manea liquida il tutto parlando di "alcuni esponenti" e di "qualche problema". Testuale: "Allorché, nel 1938, alcuni esponenti della Guardia di Ferro, tra cui Nae Ionescu, furono arrestati, anche Eliade ebbe qualche problema con le autorità" (Clown, p. 110).
Se da una parte il massacro di una generazione intera diventa un fatto trascurabile, le vicende di Manea vengono ingigantite fino all'inverosimile. Sulla quarta di copertina di Clown infatti leggiamo: "Norman Manea, che ha provato sulla propria pelle la dittatura fascista di Codreanu e di Antonescu e quella stalinista di Ceausescu..."
Si consideri che Norman Manea è nato nel 1936. Ammettendo che tra i cinque e gli otto anni abbia effettivamente sperimentato la dittatura di Antonescu (1941-1944), come è possibile che abbia "provato sulla propria pelle" una dittatura che semplicemente non è mai esistita nella storia, cioè quella di Codreanu, morto nel 1938 senza avere mai conquistato il potere politico?
Questa nota editoriale fa degnamente il paio con quella, altrettanto surrealista, che abbiamo trovata sulla quarta di copertina di due libri di Constantin Noica tradotti dall'attuale traduttore di Manea e pubblicati nel 1993 dal Mulino (L'amico lontano e Sei malattie dello spirito contemporaneo), dove si dice che Noica "dal 1949 al 1964, sotto il regime di Ceausescu, scontò due condanne, dapprima al domicilio coatto e poi in carcere" - affermazione che viene ripetuta in un "catalogo ragionato" della casa editrice. Bene, si tenga presente che il "regime di Ceausescu" ebbe inizio nel 1965, l'anno in cui morì Gheorghiu-Dej.
A quanto pare, la smania di demonizzare i "dittatori" ad ogni costo gioca spesso dei brutti scherzi. A questo punto sarebbe legittimo porsi una domanda: chi sono i veri clown?

Inserita il 12/10/2005 alle 01:52:21      Versione stampabile della notizia      Invia la notizia ad un amico